Vacanze d’inverno sui Pirenei Catalani

La proposta montana della Catalunya è molto vasta ed offre ai visitatori molteplici opportunità per godere di un break invernale adatto a tutte le necessità, tra sport ed escursioni alla scoperta del territorio. Grazie alle copiose nevicate e alle temperature basse per molti mesi, sulle vette dei Pirenei catalani è possibile praticare sport invernali talvolta fino ad aprile, mentre gli affascinanti borghi delle valli si prestano per una full immersion tra relax e cultura.

La Molina in famiglia
Le sedici località sciistiche dei Pirenei catalani sono accomunate dalla comodità di accesso agli impianti e dalla ricca offerta di servizi agli sciatori: parcheggi vicini agli impianti di risalita, percorsi ben segnalati e piste curate, attirano gli sciatori – in particolare quelli con bambini – che amano trascorrere le proprie vacanze sulla neve tra le destinazioni di montagna della regione spagnola. Ben cinque delle località sciistiche e di montagna dei Pirenei in Catalunya, sono state insignite del DTF – sigillo governativo per il turismo familiare -, una certificazione che rappresenta una garanzia di qualità per  coloro che desiderano trascorrere una vacanza con i propri bambini all’insegna del divertimento e del turismo attivo. Tra queste La Molina – a Girona -, è forse la destinazione più amata dalle famiglie di sciatori, grazie all’ambiente kids friendly, con piste semplici, ma di buona pendenza e molto varie. Distante circa due ore da Barcellona, La Molina si raggiunge agevolmente sia in macchina che in treno ed è un luogo in cui i catalani amano passare il weekend. Le attività e le attrazioni con cui intrattenersi divertendosi in questa località sono molteplici e adatte ad ogni età e livello di preparazione fisica: ciaspolate e passeggiate a cavallo lungo i sentieri innevati per i meno allenati o escursioni in motoslitta o su slitte trainati da cani, sono solo alcune delle opzioni per godere al massimo della stagione invernale. Lo splendido paesaggio dei Pirenei catalani e la deliziosa gastronomia montana della regione costituiscono la ciliegina sulla torta di una vacanza perfetta.

Mondanità e cultura a Baqueira-Beret e Vielha
Chi oltre all’esperienza sportiva cerca anche mondanità, non può perdersi Baqueira-Beret, conosciuta come la regina delle nevi dei Pirenei. Situata in Val d’Aran, a Baqueira-Beret ci si può divertire su piste bellissime e molto lunghe, ammirando panorami veramente mozzafiato. In questa cornice naturale, non mancano bar e tavole calde tipicamente montane dove rilassarsi dopo lo sforzo fisico, sorseggiando una coppa di Cava e gustando specialità della cucina locale. Le località della Val d’Aran sono particolarmente apprezzate da un pubblico di livello economico medio-alto, non a caso si dice che il re di Spagna prediliga trascorrere le sue vacanze sciistiche proprio qui. In particolare Vielha, la cittadina più importante della Val d’Aran, conta circa 4000 abitanti, circondata da cime oltre i 2000 metri e costruita lungo il fiume Garona. Le sue strade e i nuovi edifici hanno formato un interessante nucleo commerciale, arte e artigianato della Val d’Aran e dei Pirenei, articoli di prima necessità, servizi e negozi. Gli ampi viali della città nuova, contrastano con le strette strade e le case degli antichi quartieri. Vielha offre molto ai visitatori che vogliono esplorare e conoscere meglio la cultura di questa zona della Catalunya: il Museo Etnologico, allestito nella torre del generale Martinón, una struttura rinascimentale del XVII secolo; l’imponente casa signorile Çò de Rodès e la fabbrica di lana, un edificio storico e museo dove è possibile vedere il cosiddetto telaio elettrico “Müle Jenny” – la giannetta, macchina-chiave per le officine di tessitura durante la rivoluzione industriale che mostra quanto fosse importante questa industria in Val d’Aran nel corso del XIX secolo. Nel centro di Vielha si trova la chiesa di Sant Miquèu all’interno della quale è conservato il prezioso Cristo di Mijaran, risalente al XII secolo. I dipinti gotici e barocchi all’interno della chiesa sono altri tesori che i visitatori non dovrebbero perdere. L’esterno della chiesa è degno di nota per l’imponente campanile ottagonale e il campanile snello con scandole di ardesia, tipico della Val d’Aran.

Relax termale a Ribes de Freser
Vacanza invernale in montagna significa anche relax, e in Catalunya una destinazione ideale per chi ama praticare sport sulla neve e coccolarsi tra acque medicinali e stazioni termali, è Ribes de Freser, centro turistico di primo piano della Vall de Ribes. Questa cittadina è famosa per il treno a cremagliera inaugurato nel 1931, che consente di raggiungere – evitando una avventurosa scalata – la valle di Núria e l’omonimo Santuario, un luogo sacro che svetta sul monte più alto dei Pirenei orientali, ad un’altitudine di 2.913 metri. La posizione di dominazione di Ribes de Freser sulla valle, fa sì che i visitatori rimangano incantati da inaspettati panorami, in cui l’architettura rurale si integra perfettamente nel paesaggio. Gli impianti sciistici sono molti in questa valle, così come molte sono le strutture turistiche attrezzate per una vacanza all’insegna del benessere, tra cui l’Hotel Resguard dels Vents, affacciato sulla valle e situato a 1000 metri di altitudine, che grazie alla propria Spa promette di essere il luogo perfetto per rilassarsi, anche con pacchetti ad ore dedicati ai visitatori esterni.

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Scrigni preziosi di parchi-capolavoro nel Baden-Württemberg

Finalmente. Ecco tornare temperature miti e giornate di sole, condizioni perfette per una vacanza di primavera in Baden-Württemberg, tra capolavori dell’uomo e della natura. Con il risveglio di parchi e giardini, che spesso chiudono nel loro abbraccio bellissimi monumenti, ville, castelli e dimore storiche, anche i citybreak in questa stagione sono all’insegna del verde. Ma anche di un’infinita tavolozza di altri colori sgargianti, che si affacciano nei viali, nelle aiuole, tra i cespugli… Ecco allora un po’ di spunti per una fuga di primavera tra storia, arte, architettura e natura.
www.tourismus-bw.de

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I moniti di Lutero, lo splendore barocco: viaggio tra i monumenti di Riforma e Controriforma

Ancora una volta a ispirare i soggiorni di primavera in questo lembo verdissimo di Germania, appena oltre le Alpi, sono i consigli e i suggerimenti forniti dall’associazione Staatliche Schlösser und Gärten Baden-Württemberg (www.schloesser-und-gaerten.de), che raccoglie tutte le dimore storiche, i castelli, le fortezze, i conventi e i relativi parchi e giardini di cui è costellato l’intero Land. Molte le iniziative ispirate al tema del 2017: “Überkreuz-Reformation und Gegenreformation in Klöstern und Schlössern” (In croce – Riforma e controriforma nei conventi e nei castelli). A partire dal mese di aprile, infatti, sono in programma tour a tema, visite guidate, rappresentazioni, rievocazioni, festeggiamenti, appuntamenti musicali, letterari e teatrali, che condurranno tra parchi e luoghi di culto, sulle orme dell’antica guerra in nome della fede. Dettagli su luoghi ed eventi ai possono consultare al sito http://www.ueber-kreuz2017.de, ma anticipiamo già che l’anniversario dei 500 anni della riforma protestante -il cui inizio viene fatto storicamente coincidere con l’affissione delle 95 tesi di Martin Lutero sulle indulgenze alla chiesa di Wittenberg- sarà in Baden-Württemberg imperdibile occasione di un tour nei luoghi di Lutero e dei suoi seguaci. Non si potrà che partire d a Heidelberg, dove nel 1821 si unirono luterani e calvinisti nel Granducato del Baden. Per non parlare di Brette, città natale di Melantone, teologo protestante e stretto collaboratore di Lutero, nonché locomotiva della riforma. Oppure la bellissima Tubinga, la cui storica università nel ‘500 divenne roccaforte dell’ortodossia luterana. Senza dimenticare il monastero di Maulbronn (sotto tutela Unesco), che ha anche offerto, nel 1953, il set al film “Martin Lutero” di Irving Pichel. E poi naturalmente Ulma, con il grandioso duomo luterano in stile gotico, firmato dai grandi architetti tedeschi Parler. Dall’altra parte, i monumenti barocchi, tripudio di sfarzo e ridondanza, sorti in quelle zone che ai rigori della Riforma non si sottomisero e che furono anzi teatro di una controriforma. Si pensi per esempio al convento di Ochsenhausen e alla straordinaria abbazia imperiale di Schussenried. In questo viaggio tra riforma e controriforma, sono coinvolti in totale 14 icapolavori architettonici del Baden-Württemberg. Tutti particolarmente affascinanti in questa stagione, che li vede avvolti da parchi e giardini vestiti di nuovo.
www.schloesser-und-gaerten.de

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Sei castelli per una città. Stoccarda regale.

La parte della regina, visto che di castelli stiamo parlando, la fa ancora una volta la regione di Stoccarda. Il solo capoluogo –che, va ricordato, è anche un monumento al verde urbano, con un’offerta vastissima di parchi, giardini, zoo, orti botanici e oasi green- vanta addirittura sei castelli! Il medievale Castello Vecchio e lo sfarzoso Castello Nuovo innanzitutto ma anche il gioiellino rococò Schloss Solitude, il settecentesco Bärenschlössle (il castelletto degli orsi) nascosto tra gli alberi di quello che oggi è il parco-zoo Rotwildpark, il castello Hohenheim circondato da giardini all’inglese e orti botanici e infine il castello Rosenstein, residenza ormai inglobata nel tessuto urbano, sulla sponda del fiume Neckar. Tutti bellissimi, testimoni di epoche diverse, spesso riconvertiti in sedi museali, sempre sfondo di meravigliosi giardini, sono tutti assolutamente da visitare prima di lasciare Stoccarda, alla volta del più bel castello del suo territorio in assoluto.
www.stuttgart-tourist.de/it

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Versailles è a Ludwigsburg

Ed eccoci a Ludwigsburg, nota come la Versailles di Svevia e inserita a buon diritto nell’itinerario sulle orme di Riforma-Controriforma come fulgido esempio della “ribellione” all’austerità e il rigore luterani. Il centro storico della città, splendido con le sue architetture antiche e la grande piazza porticata, vive infatti all’ombra dell’elegante, sfarzosa e famosissima residenza barocca e del suo parco. Un’imponente (452 stanze distribuite in 18 edifici) dimora settecentesca di ineguagliabile bellezza, circondata da un parco curatissimo e monumentale, dove estro della natura e mano dell’uomo si fondono in totale armonia. Tanto che castello, parco e annessi passano sotto il nome di “blühendes Barock”, ovvero il barocco in fiore. Uno sconfinato “monumento diffuso”, dove il barocco (e pure il rococò e il neoclassicismo) esplode in forme sfacciate, ma anche inattese: tutt’attorno al castello, nascosti nel guscio verde di 32 ettari di parco, anche altri edifici tra cui il castello di Monrepos, il castello di caccia Favorite, diversi musei, cappelle e un teatro. Passeggiare tra queste meraviglie è come perdersi in un’epoca lontana, le cui atmosfere vengono rievocate grazie a una serie di iniziative dedicate ai visitatori del castello di Ludwigsburg. Tra queste, speciali visite guidate e rievocazioni durante le quali figuranti in costume conducono i turisti alla scoperta di aneddoti, segreti e persino di un po’ di gossip piccante sulla residenza, i suoi nobili abitanti e la servitù… E poi c’è anche la possibilità (a maggio, giugno e luglio) di gustare un vero caffè da re, dopo aver scoperto –all’interno del Museo della Ceramica- le origini e i segreti di bevande esotiche, allora davvero rare e appannaggio dell’aristocrazia, come appunto il caffè, la cioccolata e il thé.
www.ludwigsburg.de

Bad Mergentheim: il verde che si fa arte

Sebbene non sia coinvolto nel tema Riforma-Controriforma, non mancate di arricchire il vostro tour di rocche e giardini con una visita a Bad Mergentheim, nota località termale custode di un vero e proprio monumento di storia e di verde. Emblema di un passato glorioso che vede la città legata indissolubilmente all’Ordine Teutonico, il castello riassume anche architettonicamente una storia movimentata con elementi che vanno dal romanico al neoclassico e punte di vera eccellenza come la chiesa barocca, firmata da illustri artisti come per esempio François de Cuvilliès. La residenza è oggi sede museale, con raccolte e collezioni permanenti molto pregiate che con opere d’arte e reperti antichi raccontano gli 800 anni di storia teutonica, ma anche assai curiosi, come la collezione di oltre 40 cucinini, oltre a stanze, negozi e altre ambientazioni per bambole. Il castello ospita anche esposizioni temporanee, ma in questo anticipo di primavera il vero spettacolo lo regala lo splendido giardino all’inglese, aperto al pubblico e facilmente raggiungibile a piedi anche dal centro città. In un paesaggio ordinato ed elegante si alternano vialetti tra le aiuole, statue, corsi d’acqua scavalcati da romantici ponticelli, pozze e laghetti lucenti, padiglioni anche esotici (come quello in stile cinese) e chioschi. Un bel percorso botanico conduce alla scoperta di alberi, arbusti e cespugli censiti e descritti da appositi cartelli. Non da meno il parco termale, con il giardino giapponese, il roseto, aiuole variopinte, fontane e giochi d’acqua.

www.bad-mergentheim.de

COME ARRIVARE

Il Baden-Württemberg è facilmente raggiungibile dall’Italia in auto, treno o aereo.
In particolare l’Aeroporto di Stoccarda – http://www.stuttgart-airport.com – è il punto di partenza ideale per raggiungere le diverse regioni turistiche ed è ottimamente collegato all’Italia. Con i nuovi piani di volo, compreso l’estivo in vigore fino a ottobre 2017*, Eurowings/Germanwings opera da Bari, Brindisi, Cagliari, Catania, Lamezia Terme, Milano Malpensa, Napoli, Olbia, Pisa e Roma Fiumicino – http://www.eurowings.com; easyJet da Milano Malpensa e Venezia – http://www.easyjet.com; airberlin da Catania (fino al 25 marzo), Napoli e Olbia – http://www.airberlin.com; Vueling da Roma Fiumicino – http://www.vueling.com;-
*Soggetto a modifiche
www.stuttgart-airport.com

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Il Baden-Württemberg in breve

La regione del Baden-Württemberg, nel sud-ovest della Germania, confina con Francia e Svizzera ed è facilmente raggiungibile dall’Italia in auto, treno o aereo. Land tra i più popolosi del Paese, vanta diversi primati: è la regione con il maggior reddito pro-capite della Germania e quella con il miglior sistema scolastico, è conosciuto per l’eccellente offerta culturale, così come per la lunga tradizione termale, i vini i e la cucina gourmet. Una delle aree più visitate della Germania, offre una grande varietà di panorami e paesaggi, che vanno dagli incontaminati boschi della Foresta Nera alla vivacissima Stoccarda, fino al Lago di Costanza. Che si tratti di una vacanza-benessere o di un soggiorno attivo, viaggi con bambini o vacanze culturali, esperienze culinarie o grande shopping, il Baden-Württemberg è pronto a dare il benvenuto. Per maggiori informazioni sulla regione e sulla sua offerta turistica: www.tourism-bw.com.

San Valentino in Francia: 5 località da non perdere

La festa degli innamorati è ormai alle porte. San Valentino è certamente una ricorrenza che accende la voglia di viaggiare e la Francia è tra le mete più desiderate: oltre all’intramontabile Parigi sono molte le località d’Oltralpe a meritare tutte le attenzioni del caso. Ecco cinque luoghi da non perdere per un San Valentino da sogno.
PARIGI – Non ha bisogno di presentazioni. Una città splendida, vivace e soprattutto romantica, l’ideale per la ricorrenza. Senza dimenticare la Tour Eiffel, gli Champs-Élysées e il Louvre, per San Valentino è d’obbligo una tappa sulla collina di Montmartre. Incanto e vivacità si mischiano in un contesto stupendo, dove a farla da padrone sono gli artisti di strada con i loro ritratti che diventano souvenir di un viaggio indimenticabile. Altrettanto imperdibili sono le passeggiate tra le stradine di questo quartiere che ancora conservano il fascino di un tempo.

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LIONE – La terza città della Francia è certamente molto più che un’opzione. Grazie al suo suggestivo centro storico, quasi interamente pedonale, perdersi per le vie della città è insieme fascino e mistero. Lione, capitale gastronomica della Francia che diede i natali alla Nouvelle Cuisine, promette di soddisfare i palati più raffinati con la varietà dei suoi prodotti tipici: dalla rosette al jésus, fino al pesce con la quenelle de brochet (soufflè di luccio). E poi il trionfo delle praline, della frutta candita e l’imperdibile Coussin de Lyon (il cuscino di Lione), dolce a forma quadrata dal colore verde fatto di pasta di mandorle e ripieno di cioccolato.

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LES ARCS – Per gli amanti dello sci è il luogo ideale per concedersi qualche giorno all’insegna del relax e del divertimento. La rinomata stazione sciistica si trova in cima a Bourg Saint Maurice, in Savoia. Sci, slittino, parapendio o speed-riding sono le attività proposte durante il soggiorno a Les Arcs. Veri e propri piaceri tutti da vivere e da condividere col proprio partner.

CHAMBERY – Città fiabesca dal patrimonio storico-culturale inestimabile. Si tratta di un luogo che racchiude in sé numerosi edifici storici: dal Castello dei Duchi di Savoia alla Sainte Chapellepassando per gli splendidi palazzi nobiliari in stile italiano. E poi la Cattedrale, la Fontana degli Elefanti, il Grand Carillon e i musei delle Belle Arti e di Jean-Jacques Rousseau. Per gli amanti della storia una destinazione da non perdere.
MACON/CHARDONNAY – A meno di un’ora da Lione, questo luogo è una sorpresa continua. La Cattedrale di Saint-Vincent e il Musée des Beaux-Arts meritano assolutamente una visita. Storia e cultura ma non solo: questa è terra di artigianato e di vini. I vigneti del Mâconnais infatti, si estendono per 35 km di lunghezza e 10 km di larghezza: lo Chardonnay è il suo vitigno, tra i più conosciuti al mondo.

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Gli otto migliori Miradouros di Lisbona

Come innamorarsi di Lisbona (dall’alto).

Secondo la leggenda, Lisbona fu costruita su sette colli, proprio come Roma. Ad ognuno di essi fu dato il nome di un santo, ad eccezione di Graça, che venne considerata “l’ottava collina” solamente in un secondo momento. I numeri in questo caso non contano più di tanto poiché la ragione per cui questi colli sono famosi può essere riassunta in un’unica parola: miradouros. Con questo termine si indicano tutti quei punti panoramici che offrono, ognuno da una prospettiva diversa, una vista privilegiata sulla coloratissima città e sul fiume Tago.

Stabilire quali siano i più suggestivi non è sicuramente una missione facile, tanto meno decretare il migliore in assoluto: ogni belvedere è unico, così come è unica la vista panoramica di cui si può godere. Per facilitarvi l’impresa, ne abbiamo selezionati 7, proprio come i colli. Il nostro consiglio? Visitarli tutti, uno dopo l’altro. Preparate acqua e scarpe comode, ci sarà da sudare!

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#1 Miradouro da Graça
Formalmente conosciuto come Miradouro Sophia de Mello Breyner Andresen, questo Miradouro è sicuramente tra i più famosi, non solo tra i turisti ma anche tra i lisboêtas e, in particolare, per fra i ragazzi che si riuniscono qui con gli amici. Situato vicino alla Igreja da Graça, questo punto panoramico vanta una vista mozzafiato sui quartieri storici di Lisbona (Mouraria e Alfama), sul castello di São Jorge, sul fiume e sul Ponte 25 de Abril. Il punto di forza di questo Miradouro è la tranquillità: assaporatela sedendovi all’ombra dei pini marittimi, sorseggiate una bevanda rinfrescante e lasciate che il vento vi accarezzi i capelli.
Come arrivarci: camminate lungo le viette dell’Alfama oppure prendete il tram 28 o i bus (712, 726).

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#2 Miradouro da Senhora do Monte
Non lontano dal Miradouro da Graça si trova un altro belvedere, meno conosciuto rispetto agli altri, ma davvero affascinante: il Miradouro da Senhora do Monte. Si dice che questo sia il luogo ideale per trascorrere un po’ di tempo in solitaria, dedicandosi alla meditazione oppure alla lettura. Essendo il miradouro più elevato di tutti, la visuale da qui è unica: portate con voi la macchina fotografica, un bel libro e qualche snack per il picnic. Non vi resterà che chiudere gli occhi e rilassarvi.
Come arrivarci: prendete il tram 28 fino alla fermata Rua da Graça. Da qui camminate lungo la Rua da Senhora do Monte fino a destinazione.

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#3 Miradouro de São Jorge
Costruito nel VI secolo a.C. sulla collina più alta di Lisbona, il castello di São Jorge è certamente un must-see. Dopo averlo visitato all’interno (p.s. non perdetevi la camera oscura!), ammirate i tetti rossi e i colori vivaci delle case oppure leggete un libro o semplicemente mettetevi comodi e lasciatevi scaldare dai raggi del sole. Attenzione: per accedervi è necessario pagare 8.50€, quota valida anche per la visita al castello. Per questo motive vi suggeriamo di visitarli nella stessa occasione.
Come arrivarci: salite fino in cima attraversando l’Alfama; in alternative, prendete il bus 37.

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#4 Miradouro de Santa Luzia
Questa terrazza panoramica, spesso ricoperta da una bellissima bouganville, prende il nome dalla chiesa che vi si trova accanto: la Igreja de Santa Luzia. Da qui si ha una vista inedita sull’Alfama: tra le case spiccano il National Pantheon, la chiesa di Santo Stefano e le due torri della chiesa di San Michele. Gli azulejos che decorano il muretto, le campane del tram e le note del fado che si diffondono nell’aria creano un’atmosfera tipicamente lisboeta. Lasciate vagare il vostro sguardo, scattate alcune – moltissime – foto e sedetevi a bordo piscine, situate al centro del belvedere: in un attimo, vi sentirete dei veri locals.
Come arrivarci: è possible camminare per la Baixa o prendere l’iconico tram 28.

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#5 Miradouro Portas do Sol
A pochi passi da quello di Santa Luzia, il vostro occhio non potrà non notare questo grazioso balconcino che dà sempre sull’Alfama, ma da una prospettiva diversa. Il suo nome significa letteralmente “porta del sole”: proprio qui, dove il sole sorge, era anticamente situata la porta est per entrare in città. Il momento ideale per farvi visita è il pomeriggio, quando si riuniscono artisti e musicisti che riscaldano l’atmosfera con canzoni della tradizione. Rilassatevi e attendete il tramonto per osservare i colori della città trasformarsi, passando da una sfumatura all’altra.
Come arrivarci: il tram 12 e il 28 si fermano esattamente dall’altra parte della strada.

Miradouro de São Pedro de Alcântara

#6 Miradouro São Pedro de Alcântara
Quello di São Pedro de Alcântara è molto più di un semplice belvedere: i giardini disposti geometricamente e decorati con fontane e statue di eroi mitologici Greco-Romani rendono questo miradouro un’attrazione culturale. Da questa prospettiva, la magnificenza del castello di São Jorge non passa inosservata. Inoltre, è possibile vedere l’Alfama in tutta la sua bellezza, alcuni monumenti, chiese e il centro della città. Un consiglio: questo Miradouro è ottimale come punto di ritrovo con gli amici prima delle uscite serali al Bairro Alto.
Come arrivarci: salite per le strade del Chiado o prendete l’ Elevador da Glória.

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#7 Miradouro de Santa Justa
Chi l’ha detto che bisogna visitare i miradouros di giorno? Ce n’è uno infatti che rivela il meglio di sé quando il sole tramonta: è il miradouro de Santa Justa, situato alla sommità del Santa Justa Elevator, che vi porterà comodamente a destinazione. In alternativa, una bella idea è scegliere una passeggiata romantica con la vostra dolce metà, camminando fino a raggiungere la chiesa di Carmo. Mettetevi comodi e rilassatevi, le luci della città e il cielo stellato faranno il resto. Come arrivarci: con l’Elevador de Santa Justa o camminando attraverso il Chiado.

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#8 Experiência Pilar 7
Del resto, il 7 è il numero fortunato. Inaugurato lo scorso settembre, Pilar 7 è una delle novità di Lisbona. Questo miradouro insolito propone ai visitatori un’esperienza a 360° alla scoperta del Ponte 25 de Abril, di cui è possibile osservare anche alcune sezioni finora nascoste. Si tratta di un vero e proprio viaggio interattivo attraverso la costruzione di uno dei principali simboli nazionali, al termine del quale ci si troverà su una piattaforma panoramica sospesa a ben 80 dal suolo! Da qui, la vista sul Tago e sui dintorni è unica. Ma non è tutto: si possono vedere filmati che raccontano la storia di questo ponte ed è possibile fare un’esperienza di realtà aumentata divertente e istruttiva. Il pavimento di vetro della piattaforma, che permette di avere letteralmente una panoramica completa, è la ciliegina sulla torta. Experiência Pilar 7 è aperto tutti i giorni dale 10 alle 18 da ottobre ad aprile, ad esclusione del 25 dicembre. Per gli orari della stagione estiva è possibile consultare il sito https://www.visitlisboa.com/index.php/it/node/7560.
Come arrivarci: si prende il tram 15E o il bus 728 da Praça do Comercio e si scende alla fermata di Alcântara. Da qui, in dieci minuti di camminata si raggiunge il Pilar 7. L’ingresso è situato sulla Avenida da Índia.

Per maggiori informazioni visitate il sito Turismo de Lisboa: www.visitlisboa.com

Turismo Minerario: viaggio underground nell’Isola d’Elba

Una visita esperienziale con la natura alla scoperta del giacimento di ferro più grande d’Europa, da raggiungere a piedi, in bici, con il trenino o a dorso d’asino. Un’avventura da vivere in famiglia, ma adatta anche agli amanti del trekking e del biking o per gli appassionati di musica con il Magnetic Festival

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Il rosso del ferro, l’oro della pirite e l’argento dell’ematite, fino alle mille sfumature del granito. Quello dell’Elba è un viaggio tra i colori delle pietre, custodite da sempre nel ventre dell’isola e scavate, a partire dagli Etruschi fino a una manciata di anni fa, con giacimenti inesauribili tanto da sembrare eterni.

Chiuse nel 1981 dopo quasi duemila anni di attività, le miniere ferrose dell’Isola d’Elba oggi sono aperte e visitabili: #Elbaunderground è scendere sottoterra alla scoperta di quelli che ancora oggi sono considerati tra i più estesi bacini minerari al mondo, con oltre 200 varietà minerali presenti nella superficie dell’isola e più di un ventesimo di tutti i minerali presenti sulla terra, significa affrontare un vero e proprio viaggio nella storia e nella scienza.

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Il turismo minerario rappresenta oggi una delle frontiere più affascinanti di visita “esperienziale” in cui il turista non solo vede, ma è coinvolto in prima persona attraverso attività immersive: dalla visita alle gallerie alla raccolta di minerali, dal percorso di trekking mineralogico fino alla visita agli impianti di lavorazione delle pietre. Con panorami sempre diversi: il lato orientale dell’isola, quello rivolto sullo stivale, è dominato dai giacimenti ferrosi; quello occidentale che guarda al mar Tirreno e alla Corsica, dalla pietra granitica, tutt’ora scavata. A incorniciare il tutto il mare, sempre a un passo dal visitatore in tutto il suo soggiorno sull’isola.

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Il ferro del Monte Calamita

Il percorso inizia dal Monte Calamita, nella Miniera di magnetite del Ginevro, unica miniera in galleria ancora visitabile sull’isola. Si tratta del giacimento più grande d’Europa ed è considerata una riserva strategica di ferro dallo stato italiano, tanto da essere tutt’ora tutelata per la sua importanza.

Muniti di caschetto e di spirito d’avventura, grazie all’aiuto delle guide, si potrà scendere “nella pancia dell’isola” immergendosi in una visita esperienziale. Come vivevano i minatori? Quali abitudini permeavano la piccola comunità dedicata agli scavi? Cosa voleva dire lavorare sottoterra? La visita risponde a queste e altre domande, in un percorso articolato lungo i cunicoli e gli spazi comuni della miniera, in cui si avrà più di una volta la sensazione di vedere l’attività ancora in corso, anche grazie alla presenza di strumentazioni lasciate in loco subito dopo la chiusura degli anni 80.

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Il granito di San Piero

Altra tappa imperdibile è San Piero, nel lato a ovest dell’Isola, dominato dal granito. Qui, accompagnati da guide esperte in escursioni a contatto con la parte più selvaggia dell’Elba, si può scoprire di più sull’estrazione e la lavorazione della pietra, che ha segnato la storia dell’architettura. Anche qui Basti pensare che le 7 colossali colonne del Pantheon di Roma (alte 12 metri e con un diametro di 1.5 metri) sono state realizzate con il granito di Seccheto. Ma il granito dell’Elba a Roma si trova anche sotto il Quirinale, al Palatino e al Colosseo, a testimonianza dell’importanza che gli antichi romani attribuivano a questa cava di pietra pregiata.

Secondo alcuni studiosi una traccia dell’Elba si trova anche nella Cattedrale di Aquisgrana e precisamente nelle 18 colonne portate in Germania da Sant’Elena madre dell’Imperatore Costantino e poi trasferite nella chiesa da Carlo Magno. Per tornare in Italia il granito elbano è presente nel Duomo e nel Battistero di Pisa, così come nel Giardino di Boboli, nell’altare di San Lorenzo e nella Cappella dei Principi di Firenze.

La pietra è tutt’ora apprezzatissima da architetti e arredatori per la sua resistenza.

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I cantieri di lavoro e i musei minerari

Il viaggio si completa con l’esplorazione dei vecchi cantieri di lavoro e dei musei dedicati: a Rio marina con il museo mineralogico del Parco Minerario Elbano, le visite guidate alle cave del Bacino e Valle Giove, a Capoliveri con le visite al museo della Vecchia Officina e dei cantieri del Vallone e delle Gallerie del Ginevro, ed infine al MUM, ovvero il museo mineralogico e gemmologico di San Piero per scoprire il meraviglioso mondo del granito.

Un’esperienza da vivere in famiglia

Appassionati di minerali? Alla ricerca di un’esperienza nuova che possa coinvolgere i bambini e appassionare i grandi? Avete sempre sognato di mettervi alla prova alla ricerca di pietre preziose, con piccozza e sacchettoalla mano? Questa è l’esperienza giusta!

Le miniere dell’isola offrono percorsi ed escursioni adatti alle famiglie in cui, in compagnia di guide naturalistiche esperte, ci si potrà sentire geologi per un giorno scoprendo e raccogliendo in prima persona i minerali.

La raccolta minerali nelle miniere è una vera e propria avventura, divertente e coinvolgente, a partire dallo scenario stesso, a metà tra la superficie lunare ma nello stesso tempo a un passo dal mare. La terra brilla e qui parte la sfida alla ricerca di minerali di epoche, formazioni e forme differenti.

Il percorso è accessibile a piedi o, per i più avventurosi, con l’e-bike che per l’occasione diventa min-ebike, o ancora con un mezzo fuoristrada dell’esercito in safari-style.

Le famiglie che preferisco “l’andamento lento” possono optare per il tour in trenino delle aree minerarie: in circa 80 minuti, grazie a un comodo trenino su gomma, attraverso le terre rosse in un paesaggio quasi marziano, si va alla scoperta della miniera più importante ed antica dell’Isola d’Elba per un viaggio indimenticabile a Valle Giove, nelle miniere di Rio Marina. Durante il tragitto è possibile scendere alla ricerca di campioni di pirite ed ematite da conservare e collezionare.

Per chi volesse scegliere un mezzo di trasporto più naturale, ci sono i percorsi con la somareria lungo le vie del granito, che permettono di scoprire la costa occidentale a dorso d’asino, lo stesso mezzo usato dall’antichità fino a metà del secolo scorso per percorrere i sentieri più impervi dell’isola.

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Trekking e turismo naturalistico

Le miniere rappresentano anche un fantastico pretesto per gli appassionati di trekking. Seguendo le “vene minerarie” che attraversano il corpo dell’isola, l’Elba propone numerosi percorsi adatti a ogni tipo di esperienza sportiva.

Adatto a tutti è il Percorso del Granito, che parte e arriva da San Piero e attraverso alcuni sentieri sterrati, conduce alle cave e offre splendidi punti di vista sull’isola del Giglio e di Monte Cristo (3 km, facile). Altri percorsi sulla via del granito permettono di visitare le cose ancora attive o di arrivare ai siti archeologici.

Un altro percorso collega le miniere di Rio Marina: qui oltre a visitare i cantieri minerari, si ha spesso la possibilità di incontrare a-tu-per-tu la fauna selvatica dell’isola, come il cinghiale, la lepre e la pernice rossa.

Per i più esigenti, le miniere di Calamita propongono differenti itinerari modulabili a seconda del livello di esperienza e del tempo che si vuole dedicare alla visita: si va da percorsi più facili (Macei i minerali del ferro, 2 km, durate 1,5 ore; Dal Museo al mare, 2,5 km, durata 1,5 ore; La via della vecchia ferrovia, 7 km, durata 3 ore) a quelli di intensità media (Anello di Calamita, 11,5 km. durata 3,5 ore) o di maggiore durata, per escursionisti preparati (Il cammino dei minatori, 9 km, durata 5 ore).

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A cavallo tra scienza e cultura: Magnetic Festival

Le quinte naturali screziate di rosso del Ginevro, nel periodo estivo diventano lo sfondo naturale del Magnetic Festival, appuntamento dedicato all’opera lirica che esalta la bellezza naturale della miniera in un gioco di rimando tra arti delle scena e della natura. Il tutto, vista mare.

Uno scenario dal fascino unico, in cui la forza della natura e l’impronta umana si armonizzano, nel punto di equilibrio tra mare e montagna.

Organizza il tuo viaggio all’Isola d’Elba partendo da questa idea e visita la pagina http://www.visitelba.info

I siti minerari dell’Isola d’Elba

https://www.minieredicalamita.it

https://www.parcominelba.it

https://www.museomum.it

Scopri di più su Visit Elba al sito www.visitelba.info e nel blog blog.visitelba.info

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Slow snow nel Kufsteinerland: inverno lento

Non c’è fretta nel Kufsteinerland, la zona che abbraccia l’incantevole cittadina di Kufstein, famosa per la sua fortezza che le regala l’aria fiabesca. In inverno, con la neve, la piccola cittadina tirolese sembra un presepe e le attività invernali che attirano i turisti non sono le classiche sciate adrenaliniche dei grandi comprensori. In questa parte del Tirolo, sono le ciaspole e gli slittini ad avere il sopravvento.

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CIASPOLARE SUL LAGO GHIACCIATO

Ciaspolare è un’attività molto amata in Kufsteinerland, ci sono tante zone con tanta neve e senza il pericolo di valanghe da esplorare al ritmo lento delle ciaspole. Nei mesi più freddi, quando la temperatura lo consente, si ciaspola sul lago ghiacciato. Passo dopo passo l’idea di camminare sull’acqua regala emozioni e magnifici scorci: il giro del lago Thiersee ad esempio dura circa un’ora, è pianeggiante e adatto a tutta la famiglia. Quando diventa una pista da pattinaggio, si può attraversare a piedi (o con i pattini) e la poesia del fascino alpino si mescola alla bellezza del paesaggio invernale. Da questo incantevole laghetto si raggiunge anche la famosa Kala Alm attraverso percorsi idilliaci e viste meravigliose. C’è poi il sentiero panoramico che circonda il paese termale di Bad Häring: un dolce cammino innevato che si snoda nel silenzio della natura.

Più impegnativa è la ciaspolata che parte dal centro del paese di Hinterthiersee e arriva fino a Wieshof. Sono circa 4 chilometri di paesaggi innevati e panorami da fiaba invernali: si raggiungono i 1069 metri per ammirare un paesaggio davvero incantevole.

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LO SLITTINO (ANCHE NOTTURNO)

Un altro classico invernale in Kufsteinerland è lo slittino: in quasi ogni cittadina c’è una pista per slittini su sentieri forestali ben curati, in parte anche illuminati – e sempre con un’accogliente baita dove sorseggiare e assaggiare le ricette tipiche tirolesi. Le destinazioni più popolari per lo slittino sono Kala Alm a Thiersee, una baita molto caratteristica che propone una romantica discesa anche notturna (noleggio slittino in baita € 3). Un’altra discesa si trova a Thiersee-Landl, la Mariandlalm, fantastica pista da gustare tutta in un fiato.

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La pista Aschenbrenner che parte direttamente dalla cittadina di Kufstein è lunga circa 5 km e per raggiungerla si cammina per circa un’ora e mezza: arrivati alla caratteristica baita ci si riscalda con una buona tisana e una fetta di strudel e si rientra a valle con la slitta (noleggio € 7.50, direttamente in baita). Una fantastica discesa in mezzo alla natura alpina. Romantica e anche notturna è la pista da slittino Zahmer Kaiser a Durchholzen: è una facile discesa di circa 3 km, illuminata e sempre innevata. Si può salire sia con la seggiovia a 4 posti oppure si arriva a piedi, camminando su un sentiero ben segnalato. C’è poi la Aschinger Alm a Ebbs, situata a circa 1000 metri, con spettacolare vista sulla valle: si può salire a piedi in circa un’ora, ci si rifocilla nella moderna baita e da qui si scende con lo slittino per circa 3,2 km di incantevole pista innevata.

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CURLING, PATTINAGGIO E SCI DI FONDO

Oltre allo slittino, gli altri sport tradizionali sono il curling e il pattinaggio sul ghiaccio, per i quali ci sono superfici ghiacciate naturali e artificiali nell’intera Kufsteinerland. Lo sci di fondo con innevamento garantito si trova a Bad Häring, Thiersee e al centro di cross-training in Schwoich.

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SCIARE A KUFSTEIN

Nel Kufsteinerland ci sono piccole aree sciistiche, adatte alle famiglie e ai principianti: intorno al lago Thiersee le piste sono facili e panoramiche. C´è anche una piccola zona sciistica a Schwoich, adatta ai principianti, con un prezzo dello skipass molto interessante: a partire da € 8,50 per i bambini). Kufsteinerland è famoso anche per i suoi eccellenti tour sugli sci: direttamente da Kufstein un percorso porta fino al Kaisergebirge. Zone popolari sono anche Ackernalm a Thierseegebiet e Wandberg non lontano da Niederndorf. Le escursioni con gli sci guidate sono proposte dalla scuola di sci Thiersee.  Per gli sciatori che amano i grandi comprensori, lo SkiWelt Wilder Kaiser – Brixental (i cui impianti di risalita distano solo pochi chilometri) mette a disposizione 284 chilometri di piste dove divertirsi, 90 impianti moderni e 81 baite caratteristiche.

Lo skibus che porta gli ospiti agli impianti di risalita è gratuito.

Info: http://www.skiwelt.at

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LE ATTIVITA’ INVERNALI GRATUITE

Nel Kufsteinerland tante attività sono gratuite, come ad esempio la splendida passeggiata dei Cinque Elementi che passa per la cappella di San Nicola a Ebbs, una specie di ritiro spirituale e meditativo nella calma e nella tranquillità. La natura riposa sotto una coltre di neve e insieme alla guida si vivono i Cinque Elementi attraverso dei piccoli rituali, degli esercizi Qi Gong e delle pause di meditazione nei punti energetici che vengono scoperti durante questa passeggiata, dopo la quale ci si sente rinvigoriti e carichi di energia. Per chi è amante delle discipline orientali, c’è anche un’interessante passeggiata guidata dove il tema principale è proprio il Qi Gong, la tecnica che aiuta a liberare le energie negative e i blocchi e a catturare le energie positive per ritemprare corpo mente e spirito.

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Pferdeschlitten Hans Kolland, Ebbs

Gli amanti del Tai Chi apprezzano praticare gli esercizi davanti all’incantevole paesaggio del lago Thiersee: con il maestro si eseguono gli esercizi Tai Chi per ritrovare l’equilibrio interiore. La location è davvero ideale e, naturalmente, le lezioni sono gratuite. Da non perdere è la ciaspolata meditativa con il rituale dell’incenso: una passeggiata unica, nel punto energetico di Riedenberg nella valle del lago Thiersee. Si arriva al cerchio mistico delle pietre e la guida esegue il rituale dell’incenso, creando un’atmosfera speciale, per regalare ai partecipanti una positiva carica di energia.

 

Tra le passeggiate nella natura, da non perdere è quella che passa per la Kaisertal, una delle valli più belli di tutta l’Austria. Accompagnati dalla guida si salgono i 345 scalini per un dislivello di circa 110 m: la fatica è appagata dalla splendida vista sulla città di Kufstein. Si cammina poi nella splendida valle, in una natura incontaminata.

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Per chi ama le camminate suggestive, non può perdersi la passeggiata notturna con le fiaccole intorno al Thiersee, si arriva attraverso paesaggi innevati ad una baita specializzata nella produzione del miele e ci si scalda con ottime bibite a base di miele. Sempre notturna è anche la passeggiata „Dem Sandmännchen auf der Spur“, ovvero “sulle tracce del mago della sabbia”, dove si cammina in un ambiente da favola, tra le stelle e le luci, in lontanza, di Kufstein.

 Info: www.kufstein.com

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Capraia d’inverno

“Il mare d’inverno è un film in bianco e nero visto alla Tv”. Non è cosi per l’isola di Capraia che abbiamo visitato nei giorni a cavallo di Capodanno. La luce resa vivida dal Grecale, stranamente mite per questo periodo, faceva vibrare i pini marittimi, le acque turchesi, il cielo limpido e screziato di lentissime nuvole. E poi il silenzio che faceva a gara con i profumi per stupirti. Capraia è un’isola bella. Di una bellezza accogliente soprattutto fuori stagione, con i suoi angoli e punti panoramici, le case del porto, il borgo antico con il Forte, le aree archeologiche e soprattutto tanti sentieri. Sentieri che sembrano ricamati da una mano misteriosa, che avvolgono l’intera isola, spingendo il camminatore verso l’alto, verso l’altrove, che inutilmente cerchiamo nei rumori delle città. Fino al 1986 Capraia è stata Colonia Penale e le diramazioni abbandonate dell’ex carcere sono tutt’oggi visitabili. I due centri abitati dell’isola sono il Porto e il Paese, collegati tra loro da una salita asfaltata di 800 metri. Gli abitati sono suggestivi e anche le costruzioni più moderne, non tolgono a Capraia l’immagine di isola aspra e selvaggia. Basta girare l’angolo delle strade, proseguire oltre una casa e vi trovate subito sugli scogli dalla bellezza disarmante, a picco su caleidoscopiche acque cristalline, aspre falesie vertiginose a tratti brulle e a tratti coperte da una fitta macchia mediterranea. Capraia è davvero il paradiso di chi ama camminare. Passeggiate, camminate, escursioni difficili, avventurose o semplici. Alcuni verso il mare, altri verso le vette odorose di mirto e di pino. Resti del vecchio paese, le presenze della colonia penale abbandonate, le nuove coltivazioni agricole e le capre ma soprattutto la fitta macchia mediterranea, che domina tutto.

 

Lo spettacolo della natura: inseguendo l’aurora boreale ai confini del mondo

Sognate di vedere l’aurora boreale? Nonostante il freddo, l’inverno è il momento migliore per godere di questo spettacolo naturale. Ci vuole ovviamente un po’ di fortuna, ma anche di organizzazione: prima di tutto infatti, bisogna scegliere con attenzione la destinazione giusta. Virail, il metamotore che confronta tutte le soluzioni di viaggio, ha individuato 5 luoghi per ammirare le splendide “luci del nord” e vivere uno spettacolo fuori dal comune, da una notte negli igloo alla gita sulla slitta trainata dagli husky. Ricordate di mettere in valigia il cappotto pesante: più a nord si va, meglio è!

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FINLANDIA, negli igloo di ghiaccio
Tra i luoghi più gettonati per vedere l’aurora boreale in Finlandia c’è Rovaniemi, nella regione della Lapponia, dove potrete programmare anche una visita al Villaggio di Babbo Natale. E per chi non è tipo da ciaspolate nella neve? Lo spettacolo di colori naturali dell’aurora boreale si può osservare anche rimanendo al caldo, grazie ad affascinanti strutture come igloo di vetro o suite di lusso.

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NORVEGIA, in motoslitta sotto l’aurora

Per vedere l’aurora boreale in Norvegia il consiglio è spingersi fino alle isole Svalbard, nel mezzo dell’Oceano Artico, dove la notte polare da novembre a febbraio è caratterizzata dall’assenza di luce diurna. Per chi non teme il freddo inoltre, ci sono tanti safari in motoslitta sotto le luci dell’aurora, per esplorare l’ambiente selvaggio e incontaminato ed incontrare la rara fauna artica.

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SVEZIA, nella stazione d’osservazione di Abisko

Se cercate un posto speciale in Svezia per vedere l’aurora boreale, Virail ricorda di puntare la rotta verso il parco nazionale Abisko, nella Lapponia svedese che, per il suo microclima, è tra i luoghi migliori al mondo per osservare questo fenomeno. Qui si trova l’Aurora Sky Station, stazione d’osservazione raggiungibile con una seggiovia: prenotate una visita guidata per scoprire tutto sulle aurore boreali e per vivere un’esperienza indimenticabile.

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RUSSIA, sulla slitta trainata dai cani

Il luogo più vicino a Mosca in cui è possibile avvistare l’aurora polare è la regione di Murmansk, ideale anche per sciare e fare snowboard. Oltre a Murmansk, la più grande città del mondo oltre il Circolo Polare Artico, si può visitare Sam Syt, un villaggio tradizionale Sami che rappresenta un vero e proprio museo etnografico a cielo aperto, dove assaggiare piatti tipici come la zuppa di salmone. E per chi sogna un giro su una slitta trainata dai cani, a Lovozero c’è l’Husky Park che organizza numerose escursioni in mezzo alla neve.

 

Chi è Virail

Virail è il motore di comparazione in grado di confrontare prezzi e soluzioni di viaggio relative a treni, bus, carpooling e aereo. È disponibile in 24 lingue e, grazie a numerose partnership con le principali compagnie di trasporto in tutto il mondo, è in grado di offrire agli utenti i percorsi migliori e più economici durante il tuo viaggio.

Virail è consultabile su piattaforma web oppure tramite applicazione per smartphone, disponibile su App Store e Google Store.

www.virail.it

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Al via a Bruxelles JAZZUARY, il gennaio a ritmo di jazz

Dal classico al gipsy, dall’acid al be pop, passando per le sonorità di matrice africana e il ricordo delle leggende del passato: a Bruxelles il nuovo anno si apre all’insegna del Jazz, genere musicale protagonista di 3 festival che si svolgeranno in contemporanea nel mese di gennaio, ribattezzato per l’occasione Jazzuary, ovvero Jazz e January! Un’occasione da non perdere per tutti gli appassionati, che potranno partecipare a concerti, show-case incontri culturali e presentazioni in esclusiva, incontrando artisti emergenti e mostri sacri di fama mondiale.

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Flagey – Malibran étangs d’Ixelles – vijvers van Elsene Flagey © visit.brussels – Jean-Paul Remy – 2017

 

BRUSSELS JAZZ FESTIVAL 10/19 GENNAIO

Si parte dal 10 al 19 gennaio con il “Brussels Jazz Festival”, appuntamento di rilevanza internazionale che si svolgerà come di consueto al Flagey, palazzo anni ’30 in stile Art Déco nella zona di Ixelles, ex sede dell’Istituto Nazionale Belga di Radiodiffusione. Nel corso dei dieci giorni del festival si alterneranno artisti provenienti da tutto il mondo per un cartellone di circa venti di concerti. La manifestazione sarà aperta da Mulatu Astatke, considerato il padre del jazz etiope, e tra gli appuntamenti più attesi figura il concerto di Lisa Simone, figlia della celebre interprete Nina Simone, che presenterà il 19 gennaio un’anteprima del suo nuovo lavoro discografico. Tra gli altri nomi di spicco, Antonio Sanchez, Yazz Ahmed e il pianista armeno Tigran Hamasyan, che si esibirà insieme alla Filarmonica di Bruxelles. In programma, infine, attività per i più piccoli, dj-set, proiezioni di fiction e documentari. https://visit.brussels/it

RIVER JAZZ FESTIVAL 11/29 GENNAIO

Quasi in concomitanza con il Brussels Jazz Festival, dall’11 al 29 gennaio si svolgerà il “River Jazz Festival”, il cui nome è stato ispirato dalle location selezionate per gli eventi, tutte situate in prossimità del fiume Maelbeek: il teatro Marni, il centro culturale Senghor e la Jazz Station. Giunto alla sua quinta edizione, il “River Jazz Festival” offre una panoramica sulla scena internazionale del jazz contemporaneo, spaziando tra tutte le diverse correnti, con un occhio di riguardo agli artisti emergenti. L’appuntamento clou è quello della “River Jazz Night”, sabato 26 gennaio, che vedrà come assoluto protagonista il saxofonista belga Nicolas Kummert. Il musicista porterà sul palco della Jazz Station la sua musica, nata dalle sensazioni vissute nel corso dei numerosi viaggi in giro per il mondo, da Phnom Penh a Manchester, da Dakar a Reykjavik, e sarà accompagnato sul palco da Benjamin Sauzereau alle chitarre e dal fisarmonicista Thibault Dille. https://visit.brussels/it

Jazz band performs at the club
Jazz band performs at the club

DJANGOFOLLIES FESTIVAL 11/30 GENNAIO

Infine, da non perdere anche “Djangofolllies Festival” che ogni anno dal 1994 celebra la leggenda del jazz Django Reinhardt: anche dopo la sua morte, gli appassionati hanno la possibilità di godersi la sua musica rivoluzionaria, che ha completamente stravolto il mondo del jazz, portando alla nascita del gypsy swing e dell’hot club jazz. Alla manifestazione, che si svilupperà in 27 diverse location, parteciperanno dodici band, per un totale di 33 concerti che andranno in scena dall’11 gennaio alla fine del mese. https://visit.brussels/it

Jazz Station
Saint-Josse Centre – Sint Joost Centrum Jazz Station © visit.brussels – Jean-Paul Remy – 2017

CONSIGLI PER ORGANIZZARE IL VIAGGIO

Tante le opportunità per gli amanti del jazz che desiderano visitare Bruxelles in occasione dei Festival di Jazzuary: Brussels Airlines vola tutti i giorni dai principali aeroporti italiani e offre comode opzioni di orario, oltre alla possibilità per tutti i passeggeri di imbarcare gratuitamente un bagaglio a mano e un accessorio personale. Tantissime le soluzioni alberghiere, con proposte per tutte le esigenze e le tasche. Il Martin’s Brussels, 4 stelle, ad esempio, è situato in posizione strategica tra il centro città e il Parlamento, dispone di 100 camere recentemente rinnovate e propone interessanti agevolazioni per chi viaggia nel corso del weekend.

Infine, si può optare per i viaggi organizzati: King Holidays propone pacchetti a partire da 299 euro a persona con prenotazione in agenzia di viaggi, comprensivi di volo e 2 notti di soggiorno in hotel 3 stelle con prima colazione e polizza di assicurazione medico/bagaglio.

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BJF2019